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Martes foina
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Contents
• Biologia
• Note
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Distribuzione
Con una varietà di mwewsottospecie (mwfaMartes foina bosniaca, mwfqMartes foina bunites, mwfgMartes foina foina, mwfwMartes foina kozlovi, mwgaMartes foina intermedia, mwgqMartes foina mediterranea, mwggMartes foina milleri, mwgwMartes foina nehringi, mwhaMartes foina rosanowi, mwhqMartes foina syriaca, mwhgMartes foina toufoeuscite-ref-2[2]), la specie è diffusa in gran parte d'mwiwEuropa (comprese mwjaCreta e numerose isole dello mwjqIonio e dell'mwjgEgeo), fatta eccezione per mwjwScandinavia, mwkaIrlanda, mwkqGran Bretagna e mwkgisole Baleari, dove peraltro una sottospecie distinta pareva vivere fino agli mwkwanni sessanta. L'areale della faina comprende anche l'mwlaAsia Minore e mwlqcentrale, fino alla mwlgManciuria. Una colonia riproduttiva è stata inoltre impiantata nel mwlwWisconsincite-ref-3[3].
In mwnqItalia la sottospecie nominale è presente in tutta l'area mwngpeninsulare. Frequenta una grande varietà di ambienti, dalla pianura fino a mwnw2000 m d'altezza: predilige le aree forestali o boschive ed è comune anche in aree antropizzate, dove si adatta alle aree periferiche e rurali degli insediamenti umani, mentre evita con cura i grandi spiazzi aperti.
Descrizione
Misura mwog45-50 cm, cui vanno sommati mwow25 cm di coda, per un peso medio di un paio di chilogrammi. Lo studio dei resti fossili appartenenti a questa specie ha messo in evidenza una graduale ma costante diminuzione della taglia nel corso della sua mwpaevoluzionecite-ref-4[4].Il pelo è corto e folto: sul dorso esso si presenta di colore marroncino, con tendenza a schiarirsi sul muso, fronte e guance: le orecchie sono larghe e tondeggianti, orlate di bianco, mentre le zampe presentano delle "calze" di colore marrone scuro. Sulla gola e sul collo è presente una caratteristica macchia bianca o, più raramente, giallognola che si spinge fino al ventre e prosegue fino a metà della parte interna delle zampe anteriori.
Si differenzia dalla mwqgmartora eurasiatica per la macchia golare bianca e allungata verso il ventre (anziché giallognola e meno estesa), per le dimensioni un poco minori, le zampe e il muso più corti, le orecchie e gli occhi di dimensioni minori e in generale l'aspetto più slanciato.
Biologia
La faina è un animale dalle abitudini notturne: utilizza come rifugi diurni cavità o anfratti riparati in antichi ruderi, nei fienili, nelle stalle, nelle pietraie, tra le cataste di legna o nelle cavità naturali delle rocce, dalle quali esce al mwsqtramonto o a notte fatta.
Si tratta di animali principalmente solitari, che delimitano un proprio territorio di estensione compresa fra i 15 e i 210 ettari: le dimensioni di quest'ultimo variano a seconda del sesso (territori dei maschi più estesi rispetto a quelli delle femmine) e della stagione (è stata riscontrata una diminuzione invernale dell'estensione del territorio)cite-ref-5[5] .
Alimentazione
Si tratta di una specie tendenzialmente mwuqonnivora, che si nutre di mwugmiele (è immune alle punture di mwuwape e mwvavespa), bacche, uova (delle quali incide il guscio coi canini per poi succhiarne fuori il contenuto), e piccoli animali: la carne, tuttavia, è la componente preponderante della sua dieta.
Cerca il cibo principalmente al suolo, pur dimostrandosi una provetta arrampicatrice. La faina è pertanto in grado di nutrirsi di bacche, frutti, uova e nidiacei d'mwvguccello. Per agguantare le prede di maggiori dimensioni, come mwvwfagiani e mwwaratti, la faina dimostra una grande pazienza, appostandosi per ore nei luoghi in cui questi animali sogliono passare. Al sopraggiungere della preda, la faina le balza fulmineamente addosso, atterrandola e finendola con un morso alla gola.
Spesso l'animale procura danni alle attività umane: durante la ricerca di nidi, nidiacei e mwwgpipistrelli, tende a danneggiare i tetti delle case spostando le tegole, inoltre ha la tendenza a mettere fuori uso le automobili masticandone i tubi in gomma. Quando la faina riesce ad intrufolarsi in un pollaio o in una conigliera, poi, spesso uccide un numero di animali di gran lunga maggiore del suo fabbisogno immediato di cibo: questo comportamento, riscontrato anche in altri mwwwMustelidi (come l'mwxaermellino) e noto come mwxqpredazione in eccesso, ha fatto nascere la credenza popolare (peraltro errata) secondo la quale questo animale si nutrirebbe principalmente, o addirittura esclusivamente, del mwxgsangue delle proprie predecite-ref-6[6].
Riproduzione
La stagione riproduttiva cade durante l'estate: durante questo periodo gli animali perdono la loro spiccata territorialità e possono essere visti anche durante il giorno, mentre durante la notte echeggia il loro lamentoso richiamo di accoppiamento. I maschi durante il periodo riproduttivo tendono ad aumentare l'estensione del proprio territorio e ad accoppiarsi con tutte le femmine il cui territorio si sovrapponga parzialmente col proprio.
L'accoppiamento vero e proprio, che può durare oltre un'ora, avviene dopo una serie di schermaglie durante le quali la femmina risponde aggressivamente agli approcci del maschio, che emette richiami sommessi e infine la monta mordendola ai lati del collo, dove sono presenti depositi di grasso sottocutaneo. Dopo la copula, il maschio è solito pulirsi accuratamente.
La mwawgestazione dura circa otto mesi, al termine dei quali vengono dati alla luce da uno a quattro cuccioli: tale lasso di tempo è dovuto al fatto che l'impianto dell'ovulo fecondato avviene nella primavera dell'anno successivo all'accoppiamento e l'embrione comincia a svilupparsi a partire da febbraio. I piccoli vengono svezzati attorno ai due mesi di vita: l'indipendenza completa tuttavia non viene raggiunta prima dell'anno, mentre la maturità sessuale viene raggiunta fra i 15 mesi e i due anni e mezzo.
L'aspettativa di vita in natura di questi animali è di 5-10 anni, mentre in cattività possono tranquillamente sfiorare i venti anni di vita.
Riferimenti nella cultura di massa
• Un gruppo di quattro faine costituisce uno degli antagonisti minori nel racconto mwcamwcqLe avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di mwcgCarlo Collodi. Appaiono solo nel capitolo ventidue, in cui mwcwPinocchio, mentre deve fare il cane da guardia per una notte per un contadino (come punizione per aver cercato di rubargli l'uva), arrivano durante la notte e gli chiedono dove sia Melampo (il cane che Pinocchio sta sostituendo); quando Pinocchio risponde che Melampo è morto quella mattina, le faine gli propongono lo stesso patto che erano solite fare col cane: non fare niente mentre rubano le galline, per poi essere ricompensato con una gallina da mangiare. Pinocchio accetta, ma non appena le faine entrano nel pollaio, chiude la porta e chiama il padrone (abbaiando). Il padrone cattura le faine e vedendo che Pinocchio è stato obbediente gli toglie la punizione, per poi portare le faine il giorno dopo all'oste dell'Osteria.
• Nel film mwdqmwdgLo chiamavano Trinità... uno dei complici di Bambino è soprannominato Faina, per via della sua continua tendenza a ridere, per via del tic alle sue narici e per via della sua infamia.
• Un gruppo di cinque faine compare tra i personaggi del film mweamweqChi ha incastrato Roger Rabbit nel ruolo degli sgherri al servizio del giudice Morton. Muoiono letteralmente dalle risate, vizio al quale erano già inclini di per se stessi, durante un buffo balletto improvvisato da Eddie Valiant.
Note
cite-note-11. mwga(mwgqmwggEN) Mustelid Specialist Group 1996, mwgwmwhaMartes foina, su mwhqmwhgIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwhwIUCN, 2020.
cite-note-33. ↑ mwmamwmqmwmgFaina in America, su mwmwitech.pjc.edu. mwnaURL consultato il 25 luglio 2007 mwnq(archiviato dall'mwngurl originale il 27 maggio 2007).
cite-note-44. ↑ mwogSpagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), mwowmwpaMammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 (mwpqmwpgPDF), Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002 mwpw(archiviato dall'mwqaurl originale il 9 luglio 2011).
cite-note-55. ↑ Carter, K. and P. Myers. 2004. "Martes foina" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed November 29, 2008 at mwraADW: Martes foina: INFORMATION
cite-note-66. ↑ mwsamwsqmwsgBertusi, T., T. Tosetti. 2004. "I Mammiferi dell'Emilia-Romagna", su mwswambiente.regione.emilia-romagna.it.
Bibliografia
• Bogdanowicz, Wieslaw (2004). Fauna Europaea: mwtwmwuaMartes foina mwuqArchiviato il 16 gennaio 2009 in Internet Archive.. Fauna Europaea version 1.1, mwuwhttp://www.faunaeur.org mwvaArchiviato il 2 giugno 2017 in Internet Archive.. mwvg(en)
• Wozencraft, Christopher (2007). ITIS: mwwamwwqMartes foina. Integrated Taxonomic Information System on-line database, mwwghttps://www.itis.gov. mwww(en)
• Carter, K. and P. Myers (2004). Animal Diversity Web mwxqADW: mwxgmwxwMartes foina mwya(en)
• NCBI Taxonomy: mwygmwywMartes foina mwza(en)
• CITES: http://www.unep-wcmc.org/isdb/CITES/Taxonomy/tax-species-result.cfm/isdb/CITES/Taxonomy/tax-species-result.cfm?displaylanguage=eng&source=animals&Species=%25foina%25&Genus=Martes&Country=&tabname=distribution. http://www.unep-wcmc.org/isdb/CITES/Taxonomy/index.cfm/isdb/CITES/Taxonomy/index.cfm?displaylanguage=eng mw1g(en)
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itfaina, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) stone marten, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Martes foina, su Catalogue of Life.
• citereffauna-europaeaMartes foina, su Fauna Europaea.
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• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Martes foina, su Lista rossa IUCN.